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![]() Il Karate è un’arte marziale di Okinawa che trae origine dall’unione di due arti marziali: il Te isolano e il Kenpo cinese e prevede la difesa a mani nude, senza l’ausilio di armi.
Sebbene sia nato come arte marziale che insegna il combattimento, con il tempo il Karate si è tramutato, per l’uomo, in un insegnamento a combattere per non dover combattere, a diventare forti modellando il carattere, guadagnando in consapevolezza, acquisendo il gusto della vita, la capacità di sorridere e quella di lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Solo quando questo insegnamento verrà compreso appieno - sostengono i suoi estimatori - l’uomo saprà di essere libero. Alla domanda "cos'è il karate?", il Maestro Mabuni Kenei risponde nel modo più esauriente che sia possibile: Sommariamente, il karatedou deriva dall'arte del combattimento a mani nude trasmessa segretamente da gran tempo nell'isola di Okinawa. Si tratta di una sottile arte dell'autodifesa che permette di vincere il nemico per mezzo delle più varie tecniche utilizzando diverse parti del corpo in modo razionale ed efficace, ad esempio in colpi di pugno e di mano, diretti o circolari, calci e anche proiezioni ed immobilizzazioni. Ma il vero karatedou non è una semplice arte del combattimento. Il suo primo obiettivo è forgiare il corpo e lo spirito. In effetti quest'arte è stata praticata e approfondita storicamente con lo scopo di giungere alla dignità di un saggio. Gli adepti di karatedou devono riflettere sul senso di queste due massime: "L'arte del pugno è quella di un saggio" (kunshi-no-ken) e "Il karate non comincia con un attacco" (karate-ni-sente-nashi). Le origini leggendarie |





